
Il bello del diventare vecchi è poter dire "ti ricordi quella volta?" Cosa vuol dire? E' una storia lunga e bella. magari più tardi la racconto...

Venerdì sera si è aperta la stagione lirica in Arena. Toccava alla Carmen (non sopporto quelli che dicono "Carmen", "Aida", "Tosca" come se fossero loro sorelle...), diretta da Placido Domingo con la regia di Franco Zeffirelli. Evento mondano da paura. Ero presente anch'io, con la Croce Verde. Postazione meravigliosa, vicina vicina al palco. Da lì vedevamo perfettamente l'imponente scenografia, ma eravamo anche affacciati sulla platea, e ne abbiamo viste delle belle. Un tempo la platea dell'Arena era un trionfo d'eleganza. Alle prime in modo particolare, e alla primissimimissima in modo ancora più particolare. Invece siamo rimasti da un lato stupiti e dall'altro divertiti dall'assurdità di certe mise, sia maschili, sia femminili. Uomini in camicia a maniche corte, qlcuni senza cintura, alcuni in t-shirt... Una ragazza con pantaloni superaderenti in finta pelle e infradito, improbabili boa di struzzo colorati... Insomma, un museo degli orrori.
Ma poi l'opera è cominciata. Standing Ovation per il Maestro Domingo e poi silenzio. Parlava solo la musica e la straordinaria grandezza delle coreografie. Venivano interrotte solo dagli applausi e dagli ohhhhhh di meraviglia. In particolare quando è entrato un personaggio a cavallo. Ma non un cavallo che andava al passo. No, andava al trotto, ma un trotto andante. Alcuni figuranti cercavano di calmare l'animale, e non si capiva se fosse perchè così doveva essere o perchè il cavallo era insolitamente agitato (beh, insolitamente... vorrei vedere voi sul palco dell'Arena la sera della prima!) Ad ogni modo quel cavallo continuava a girare in tondo, avvicinandosi pericolosamente al bordo del palco. Se fosse caduto sarebbe precipitato sull'orchestra. Per fortuna non accadde nulla. Ma lì mi venne l'idea di fare uno scherzetto a un collega che non era in servizio con me, il quale sapeva della presenza degli equini nell'opera di Bizet. Gli scrissi un messaggio: "Opera sospesa perchè un cavallo è caduto sull'orchestra" "Scherzi???" mi rispose, al che rincarai la dose "E' ripresa. Domingo ha calmato il cavallo. Ferito un violinista ma è stato sostituito da un trombone" Pochi minuti dopo cominciai a ricevere messaggi su messaggi da parte di amici e colleghi che volevano sapere cosa fosse successo. L'amico buggerato mi aveva preso talmente sul serio da raccontarlo a tutti, e tutti avevano preso sul serio lui...
Questo scherzo ne ha poi fatto nascere un altro, ma ve lo racconto un'altra volta

Stasera Carmen! Prima volta in Arena a vedere l'opera lirica. Lo so, sono scemo. Viene gente da tutto il mondo e io che sono veronese non sono mai andato. E se non ci andassi per servizio sicuramente non pagherei il biglietto per assistervi. E così sarei ancora costretto a dire "no" a chi mi dice "Ah, sei di Verona! Vai mai a vedere l'opera?". Ma chissà che da questa prima volta non nasca una passione...

... o altra parte del corpo? Eh sì, perchè ultimamente mi sembra di essere circondato da uomini zerbino, che pur di avvalersi della pur gradevole compagnia di belle fanciulle arrivano a fare di tutto, e non ragionano col cervello ma con un'altra parte del corpo. Qualcuno anche a venir meno al fatto di essere amico: esempio? Una serata organizzata ma poi mandata a monte via sms perchè la bella figheira su cui l'amico aveva messo gli occhi non sarebbe venuta. E allora? Siccome la tale non viene non si esce più con gli amici? Per non parlare di chi si fa prendere in giro, promette di non cascarci più e il giorno dopo ci ricasca. O di quello che corteggia una il giorno dopo averla conosciuta, la chiama in ufficio preoccupato per il fatto che dopo 5 minuti non ha ancora risposto al suo sms, poi per scusarsi per averla messa in imbarazzo con quella telefonata le manda una foresta equatoriale sempre in ufficio -i fiori in ufficio non imbarazzano nessuno...- , per arrivare alla conclusione che "quella lì se la tira". Peccato che quella lì che se la tira chiede a me -che non chiamo in ufficio e non mando imbarazzanti mazzi di fiori- se ho piacere di andare con lei a un concerto -anche se in servizio, ma sempre concerto è, e sempre in sua compagnia...- e non lo chiede al corteggiatore folle. Eh sì, evviva le donne, evviva chi le corteggia con eleganza, ma abbasso gli zerbini!


Eh sì, scusate... Ma vedete, oggi è sabato e sto lavorando come un mulo. Domani ho vinto un turno domenicale in Croce Verde. Lunedì probabilmente farò qualche oretta di strordinario. Martedì forse riposerò un po' al mattino, mentre nel pomeriggio ho un servizio sportivo a una corsa automobilistica. E a chi mi chiede se faccio ponte rispondo con la frase della foto...

Ricordo i tempi del ginnasio. Mi piaceva tanto tanto una ragazza, ma all'epoca ero ancor più imbranato di oggi con l'altro sesso, per cui non sono mai stato capace di farle capire nulla in proposito. E poi a lei piaceva Paolo. Paolo non era un nostro compagno di classe, nè un ragazzo più grande della stessa scuola, tantomeno il bullo del suo quartiere o del suo paese. Paolo era un giocatore di calcio, e di cognome faceva Maldini.
Eh sì. Tanti e tanti anni fa c'era già Paolo Maldini che occupava il cuore delle compagne di classe, così di posto per me non ne restava nemmeno un po'. Ora l'epopea di Maldini jr si sta chiudendo in modo triste. Durante l'ultima partita casalinga si è congedato dai suoi tifosi tra i fischi e tra striscioni poco riconoscenti nei suoi confronti. In particolare uno striscione recitava 'Sentiti ringraziamenti da chi hai definito mercenari e pezzenti'. Faceva riferimento a un episodio avvenuto nel maggio 2005 dopo la sconfitta nella finale di Champions League a Istanbul. Alcuni individui avevano apostrofato in malo modo il giocatore e la sua famiglia. la moglie aveva allora risposto per le rime a quelle persone, che poco o nulla avevano a che vedere con i tifosi del Milan. Ma evidentemente qualcuno ha la memoria molto lunga eprecisa per gli sgarbi ma altrettanto corta e approssimativa per le cose buone, così si è ben pensato di salutare il capitano in quel modo. Capitano che ha affermato di essere orgoglioso di non essere uno di loro. Come dargli torto? E i sentiti ringraziamenti a cui fa riferimento lo striscione incriminato io li girerei a chi contribuisce a rendere sempre più schifoso il calcio di oggi...

Ci sono dei momenti che segnano la svolta in una relazione tra due persone. Non parlo di una relazione amorosa, ma di una relazione tra amici. C'è un momento in cui si ha la piena consapevolezza che quella persona non è più un conoscente, ma un amico vero. Chiaramente non è sempre così, ma a volte succede. Con Xxxx è successo. Ci si vedeva da un po' di tempo, ma non sapevamo molto delle rispettive vite. Sapevo solo che era un periodo in cui si vedeva con una, ma non si capiva bene cosa fosse questa "una" nella sua vita. Una sera mi arrivò un suo sms che recitava pressappoco così: "Di solito dove vai quando ti imboschi in macchina con una?" . Lì capii che ero un suo amico. Mamma mia, quanta fiducia riponeva in me. Quel "Di solito" con cui apriva il messaggio mi rivelava tutta la sua ingenuità... Lo chiamai dandogli qualche dritta e chiedendogli qualche informazione sul contesto in cui operare. Sembrava una riunione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, con svariati piani. Ovviamente anche Xxxx non concluse nulla e forse cambiò consigliere, chissà...
Ma perchè tutto ciò? Ah sì, perchè ho sentito in tv che in provincia di Cremona un tale ha ideato e inaugurato il primo Parcheggio dell'Amore. Sono 38 box, ciascuno dei quali ha 3 pareti, mentre al posto della quarta c'è una tenda che scende. Niente soffitto, così si vedono le stelle (speriamo non ci sia nuvolo!) Costo? 5 euro all'ora, ma ci si può abbonare. Il gestore dice che è più economico di un motel, inoltre non ci sono seccature con documenti e quant'altro. Poi descrive la clientela: ragazzi, mamme che passano dopo aver accompagnato a scuola i figli, mogli che la domenica passano con l'amichetto dopo aver detto al marito di essere andate a messa, anziani... E poi una lista di opinioni, alcune favorevoli (il padre tranquillo all'idea che la figlia sia lì...) altre contrarie, come quella del vecchio parroco (che strano...) che ha organizzato veglie di preghiera contro il sacrilego parcheggio...
Che penso io? Ognuno faccia quello che vuole. Ma mi viene in mente la canzone di Vecchioni, Luci a San Siro.
"ma dammi indietro la mia seicento,
i miei vent'anni e una ragazza che tu sai
Milano scusa stavo scherzando,
luci a San Siro non ne accenderanno più."
E per forza non ne accenderanno più. Ora che per fare l'amore in macchina si pagano 5 euro all'ora e ci si chiude in un box, che bisogno c'è di accendere luci a San Siro?

Ieri serata di ricordi. Teatro Astra, a San Giovanni. Gli amici del secondo anno del corso di teatro, per intenderci quelli con cui ho fatto il corso l'anno passato, si sono esibiti nel saggio di fine anno. La serata è stata introdotta dai nuovi allievi del primo anno, che hanno proposti diversi numeri già presentati da noi l'anno scorso. Che emozione risentire le stesse musiche che un anno fa accompagnavano la nostra esibizione; e vedere facce diverse dalle nostre che recitavano i nostri stessi passi... Che poi non erano facce diverse dalle nostre; erano facce diverse dalla mia, perchè ricordavo benissimo i miei, di passi, e vedere gente che non ero io esordire in un brano dicendo "Questa notte ho fatto un sogno...", beh, faceva un effetto strano strano...
Ma poi, terminata la breve esibizione dei ragazzi del primo anno è toccato ai miei amici. Mettevano in scena un coraggioso adattamento di Novecento, di Baricco. Quello che è un monologo è diventato un racconto a più voci. Bellissimo, non ho parole per descriverlo. Basti pensare alla lacrimuccia scesa nel vederli entrare in scena coi loro costumi da migranti. Tutti quanti lì, esattamente gli stessi dell'anno passato, se non fosse per uno che per mille motivi quest'anno si è tirato indietro... E ho scoperto durante lo spettacolo che le mille pieghe del carattere del protagonista, Danny Boodmann T. D. Lemon Novecento, forse sono anche le mie... E come lui non è mai sceso dal suo transatlantico, per paura di vedere chissà che cosa sulla terra, così anch'io non ho sceso la scaletta che mi avrebbe portato al secondo anno del corso di teatro. Anch'io, come lui, mi sono fermato al terzo scalino della scaletta, e sono tornato indietro...

Ieri sera ho festeggiato la promozione all'esme di guida per l'ambulanza. Ero a cena in un ristorante messicano con alcuni amici della Croce Verde e ho proposto, per festeggiare l'evento, di offrire un giro di sangria. Qualcuno ha proposto, invece della sangria, una caraffa di margarita alla fragola. Va bene! Arriva la cameriera e ordiniamo, ma qualcuno suggerisce di prendere due caraffe. Va bene! Serata allegra, rallegrata dal margarita alla fragola che scorreva a fiumi. Tanto mica guidavo io... Poi il conto...
Cazzarola, il conto...
Un amico, uno di quelli che scherza sempre, mi dice che le due caraffe di margarita sono 56 euro, ma chissenefrega! Lui scherza sempre! Arrivo davanti alla cassiera e chiedo quanto è. "Sono 56 euro". Sarò ubriaco. Provo a chiedere ancora. "56 euro". Si vede che non mi ha sentito. Riprovo, ma la risposta è la stessa. 28 euro a caraffa. Sticazzi! Ha notato un'espressione perplessa e mi ha spiegato che ogni caraffa corrisponde a tot cocktail, per cui moltiplicando si ottiene 28 euro...
Qualcuno ha cominciato a sentirsi in colpa e ha proposto di farmi pagare una caraffa sola, ma ho detto di no, che andava bene così... Gli amici hanno però diviso la mia quota della cena; almeno ho risparmiato sul mangiare...
Certo è che la prossima volta che faccio un esame di guida mi faccio bocciare. Così non devo offrire da bere a nessuno!
Come sarebbe un mondo senza sole? O una cielo senza le stelle? E come sarebbe una serata sotto il cielo senza stelle se ci fosse un falò ma senza chitarra? Magari sarebbe un po' come una vita senza amore. O la Nutella senza il pane. Sarebbe come un gruppo rock senza la batteria. O una pizza senza la birra media -alla faccia di chi ci beve dietro l'acqua-. Sarebbe come Stanlio senza Ollio, o per i più romantici Romeo senza Giulietta, Paolo senza Francesca, Gigi D'Alessio senza Anna Tatangelo. Ma volendo sarebbe anche come il cappuccio senza la brioche, o la cioccolata senza la panna, o il cono senza il gelato. Sarebbe come Emilio Fede senza Berlusconi, pensate un po'... Ma sarebbe anche Rimini senza il mare, Pisa senza la torre, Roma senza il Colosseo... Sarebbe un bosco senza alberi, un disegno di bambini senza colori, una corsa ciclistica senza biciclette. Sarebbe una festa di compleanno senza candeline, il lesso senza la pearà -chi non è veronese non può capire-, un pomeriggio di Natale senza tombola. Sarebbe un film di Bud Spencer senza scazzottate, una fiction italiana senza pubblicità occulta, un tg Lombardia senza Formigoni...
Ma soprattutto un mondo senza sole sarebbe un mondiale di Formula Uno senza la Ferrari...
